
Un logo può rappresentare alcune centinaia di euro o diverse migliaia a seconda del fornitore scelto. Il trattamento contabile di questa spesa varia a seconda che si tratti di una creazione interna, di un acquisto esterno o di un semplice rinnovamento grafico. Spesa deducibile immediatamente o immobilizzazione ammortizzata su più esercizi: la scelta modifica direttamente il risultato fiscale dell’azienda e il valore del suo bilancio.
Conto 6231 o conto 2054: tabella comparativa dei due trattamenti contabili
| Critero | Registrazione in spesa (6231) | Immobilizzazione incorporea (2054) |
|---|---|---|
| Impatto sul risultato dell’esercizio | Deducibilità integrale nell’anno della spesa | Deducibilità distribuita tramite ammortamento |
| Impatto sul bilancio | Nessun attivo creato | Aumento dell’attivo incorporeo |
| Durata di ammortamento | Non applicabile | Generalmente 3-5 anni (lineare) |
| Condizioni di attivazione | Nessuna condizione particolare | Rispetto dei 6 criteri del PCG art. 611-3 |
| Casi d’uso frequenti | Importo basso, logo semplice, micro-impresa | Investimento significativo, logo strutturante per il marchio |
La scelta tra queste due opzioni non dipende unicamente dall’importo della fattura. Per approfondire la contabilizzazione e ammortamento di un logo su Dekortikon, è necessario prima distinguere la natura della spesa e il modo di creazione.
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Criteri di attivazione di un logo come immobilizzazione incorporea
Dal momento dell’applicazione del regolamento ANC n°2023-01 per gli esercizi aperti a partire dal 1° gennaio 2024, i costi di sviluppo di elementi di identità visiva creati internamente sono attivabili solo se i 6 criteri tecnici del PCG art. 611-3 sono documentati per fase di progetto. Questa esigenza riguarda particolarmente le PMI che sviluppano il loro logo internamente con team interni o freelance integrati nel processo di creazione.
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I sei criteri da soddisfare riguardano la fattibilità tecnica, l’intenzione di completare il progetto, la capacità di utilizzare l’attivo, la dimostrazione di vantaggi economici futuri, la disponibilità di risorse sufficienti e la capacità di valutare le spese in modo affidabile.
- Un logo acquistato chiavi in mano da un’agenzia esterna si contabilizza più semplicemente: la fattura corrisponde a un attivo identificabile il cui costo è misurabile senza ambiguità
- Un logo sviluppato internamente richiede un monitoraggio delle ore e dei costi per fase (ricerca e poi sviluppo), solo la fase di sviluppo è attivabile
- Un semplice rinnovamento grafico di un logo esistente rimane in spesa, a meno che non modifichi sostanzialmente il valore dell’attivo iniziale
La distinzione tra fase di ricerca e fase di sviluppo costituisce il punto di svolta. Le spese di ricerca (brainstorming, moodboards, primi schizzi) non sono mai attivabili. Solo i costi sostenuti a partire dal momento in cui il progetto è tecnicamente e commercialmente fattibile possono figurare nel bilancio.
Ammortamento di un logo: durata e metodo da considerare
Un logo immobilizzato nel conto 2054 si ammortizza linearmente sulla sua durata di utilizzo probabile. La tendenza dal 2025 riduce questa durata a 3-5 anni, rispetto a durate più lunghe considerate in precedenza. L’obsolescenza accelerata legata all’IA generativa, che facilita il rapido rinnovamento delle identità visive, spinge le aziende a ridurre i loro piani di ammortamento.
Questa revisione non è da sottovalutare. Un logo ammortizzato su tre anni genera dotazioni annuali più elevate rispetto a un logo ammortizzato su dieci anni, il che riduce il risultato imponibile nei primi anni ma fa scomparire l’attivo dal bilancio più rapidamente.
Eliminazione degli ammortamenti derogatori dal 2024
I logo creati internamente e immobilizzati nel conto 2054 non beneficiano più di ammortamenti derogatori dalla legge di bilancio 2024. Questa eliminazione delle provvigioni regolamentate costringe a un recupero accelerato delle dotazioni per le aziende che avevano costituito delle differenze tra ammortamento contabile e fiscale.
D’altra parte, i marchi acquisiti nell’ambito di un’acquisizione aziendale rientrano in un regime distinto. Un marchio acquistato da un terzo si contabilizza nel conto 205 e generalmente non è ammortizzabile se la sua durata di utilizzo è indefinita. Soggetto a test di svalutazione annuali.

Scritture contabili per la registrazione di un logo acquistato da un fornitore
La scrittura dipende dalla scelta tra spesa e immobilizzazione. In entrambi i casi, il conto IVA deducibile (44566) interviene se l’azienda è soggetta.
Registrazione come immobilizzazione
Il debito riguarda il conto 2054 (concessioni, brevetti, licenze, marchi) per l’importo al netto delle tasse, e il conto 44562 per l’IVA deducibile sulle immobilizzazioni. Il credito passa al conto 404 (fornitori di immobilizzazioni). A ogni chiusura d’esercizio, una dotazione per ammortamenti è registrata a debito del conto 68111 con il credito del conto 28054.
Registrazione come spesa
Il debito si effettua nel conto 6231 (pubblicità, pubblicazioni, relazioni pubbliche) per l’importo al netto delle tasse. L’IVA deducibile passa al 44566, e il credito al 401 (fornitori). L’intero importo riduce il risultato dell’esercizio in corso.
La soglia a partire dalla quale un’azienda ha interesse a immobilizzare piuttosto che a registrare come spesa dipende dalla sua situazione fiscale. Un’azienda in perdita non ha alcun vantaggio immediato a dedurre una spesa aggiuntiva, mentre un’azienda in utile può preferire distribuire l’impatto su più esercizi tramite l’ammortamento.
Il regolamento ANC n°2023-01 ha rafforzato i requisiti documentali per le attivazioni come immobilizzazione. Un’azienda che sceglie di immobilizzare un logo creato internamente deve conservare le prove del rispetto di ciascun criterio di attivazione, pena la riqualificazione durante un controllo. La rigorosità del dossier tecnico prevale sull’importo della spesa.